La Sezione Seconda della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44816 pubblicata il 6 dicembre 2024, ha ribadito che, in tema di autoriciclaggio, è configurabile la condotta dissimulatoria nel caso in cui, successivamente alla consumazione del delitto presupposto, il reinvestimento del profitto illecito in attività economiche, finanziarie o speculative sia attuato attraverso il mutamento dell’intestazione soggettiva del bene, in quanto la modifica della formale titolarità del profitto illecito è idonea ad ostacolare la sua ricerca, l’individuazione dell’origine illecita ed il successivo trasferimento.
LA MANCATA ISCRIZIONE ALLA «WHITE LIST» E’ MOTIVO DI ESCLUSIONE DALLA GARA

La Quinta Sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 9664 depositata il 3 dicembre 2024, ha ricordato che l’art. 94, comma 2, d.lgs. n. 36/2023 prevede che è causa di esclusione dalla gara “la sussistenza, con riferimento ai soggetti indicati al comma 3, di ragioni di decadenza, di sospensione o di divieto previste dall’articolo 67 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 84, comma 4, del medesimo codice. Resta fermo quanto previsto dagli articoli 88, comma 4-bis, e 92, commi 2 e 3, del codice di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011, con riferimento rispettivamente alle comunicazioni antimafia e alle informazioni antimafia”.
IL REATO DI INTERMEDIAZIONE ILLECITA E SFRUTTAMENTO DEL LAVORO NON E’ CONFIGURABILE IN CASO DI PRESTAZIONE INTELLETTUALE

La Seconda Sezione della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43662 depositata il 28 novembre 2024, si è interrogata sulla possibilità di configurare il reato previsto e punito dall’art. 603-bis c.p. in relazione ai rapporti contrattuali ed al tipo di attività lavorativa “intellettuale” e ha ricordato che il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nasce in ambito agricolo e non può essere applicato al lavoro intellettuale.
DIA: PUBBLICATA LA RELAZIONE SULL’ATTIVITA’ SVOLTA E SUOI RISULTATI CONSEGUITI NEL 2° SEMESTRE
INTERDITTIVA ANTIMAFIA E RICHIESTA DI CONTROLLO GIUDIZIARIO

La Sezione Sesta della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42983, ha ribadito che, “in materia di misure di prevenzione, la richiesta di controllo giudiziario ex art. 34 bis del d.lgs. n. 159 del 2011, avanzata dall’impresa attinta da interdittiva antimafia, non può essere respinta per insussistenza del prerequisito del pericolo di infiltrazioni mafiose, già accertato dall’organo amministrativo, dovendosi preservare, in pendenza dell’impugnazione avverso la misura prefettizia, l’interesse della parte privata alla continuità dell’attività d’impresa attraverso la sospensione dell’efficacia dei divieti nei rapporti con la pubblica amministrazione e tra privati che discendono dall’interdittiva” (cfr. anche Cass., Sez. VI, n. 27704 del 09.06.2021, Società Cooperativa a.r.l. “Gli Angeli”, Riv. 281822 – 01).
UIF – QUADERNI DELL’ANTIRICICLAGGIO: PUBBLICATO IL QUADERNO N. 24 – LE MAFIE E LE IMPRESE

È stato pubblicato dall’UIF (Unità di informazione finanziaria per l’Italia) il Quaderno dell’antiriciclaggio n. 24 – Le Mafie e le imprese, che introduce un quadro concettuale per distinguere i diversi motivi di infiltrazione delle imprese legali da parte delle organizzazioni criminali e ne fornisce una validazione utilizzando le informazioni disponibili presso l’Unità di informazione finanziaria. In particolare, l’analisi si basa sui dati della mappatura sperimentale delle imprese operanti in Italia potenzialmente connesse a contesti di criminalità organizzata, elaborata negli scorsi anni presso l’Unità. Nello studio si ipotizza che i motivi dell’infiltrazione criminale possano essere molto diversi tra loro.
DIRITTO TRIBUTARIO: LE SEZIONI UNITE SI PRONUNCIANO SU ANNULLAMENTO E SOSTITUZIONE DI ATTO VIZIATO CON UNO PEGGIORATIVO

Le Sezioni Unite Civili, con la sentenza n. 30051 depositata il 21 novembre 2024, al fine di risolvere il contrasto esistente nella giurisprudenza della Corte, si sono pronunciate sulla legittimità dell’autotutela sostitutiva differenziandola dall’accertamento integrativo e hanno chiarito che se non è trascorso il termine di decadenza per l’accertamento, l’Amministrazione può annullare per vizi formali e sostanziali l’atto impositivo ed emetterne uno nuovo più oneroso per il contribuente sulla base dei principi costituzionali che enfatizzano l’importanza della riscossione delle imposte per l’interesse pubblico.
CONFISCA DI PREVENZIONE: LA PROVA NUOVA QUALE PRESUPPOSTO DELLA REVOCAZIONE

La Quinta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42582 depositata il 20 novembre 2024, ha affermato che i presupposti della revocazione della confisca di prevenzione sono stati chiaramente delineati dalle Sezioni Unite, che, con la sentenza Lo Duca (sent. n. 43668 del 26 maggio 2022), hanno affermato il seguente principio di diritto: “in tema di confisca di prevenzione, la prova nuova, rilevante ai fini della revocazione della misura ai sensi dell’art. 28, comma 2, D.L.vo 6 settembre 2011, n. 159, è sia quella sopravvenuta alla conclusione del procedimento di prevenzione, essendosi formata dopo di essa, sia quella preesistente ma incolpevolmente scoperta dopo che la misura è divenuta definitiva, mentre non lo è quella deducibile e non dedotta nell’ambito del suddetto procedimento, salvo che l’interessato dimostri l’impossibilità di tempestiva deduzione per forza maggiore”.
PUBBLICATO DAL CNDCEC E DALLA FONDAZIONE NAZIONALE DEI COMMERCIALISTI IL 12° BOLLETTINO “OSSERVATORIO INTERNAZIONALE CRISI D’IMPRESA”

Il 13 novembre 2024 il CNDCEC e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno diffuso il dodicesimo numero del Bollettino che commenta le novità legislative e giurisprudenziali relative all’insolvenza in ambito internazionale e transnazionale. Nelle sezioni e nei commenti si rinvengono le recenti modifiche legislative, rilevanti pronunce pubblicate negli ultimi mesi sull’insolvenza e sulla ristrutturazione in Europa e nel resto del mondo, nonché si segnalano novità per i professionisti del settore.
WHISTLEBLOWING: APERTA LA CONSULTAZIONE PUBBLICA SULLE LINEE GUIDA ANAC. INVIO OSSERVAZIONI FINO AL 9 DICEMBRE 2024
REATO DI DICHIARAZIONE FRAUDOLENTA E RESPONSABILITA’ PENALE DEL PRESTANOME

La Terza Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37131 depositata l’8 ottobre 2024, intervenendo in tema di dichiarazioni fraudolente e responsabilità del prestanome, ha ribadito il principio per cui l’accettazione del ruolo di legale rappresentante da parte di un soggetto, purtuttavia consapevole del fatto che l’effettiva gestione della società sarebbe rimasta in capo all’amministratore di fatto, non è elemento sufficiente per fondare la sua responsabilità per dolo, che si configurerebbe come una responsabilità di posizione inammissibile ai sensi dell’art. 27 Cost.
SICUREZZA SUL LAVORO: RESPONSABILITA’ DEL C.D.A IN CASO DI CARENZE ORGANIZZATIVE
MISURE PREFETTIZIE ANTIMAFIA: RILEVANZA DEL PRECEDENTE PENALE PER UN DELITTO «SPIA» E DEI RAPPORTI PARENTALI
CONTROLLO GIUDIZIARIO IN SEGUITO ALL’INTERDITTIVA ANTIMAFIA E PROGNOSI NEGATIVA SULLA BONIFICA DELL’IMPRESA

La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40181 del 17 settembre 2024 depositata il 31 ottobre 2024, si è espressa sul rapporto tra interdittiva antimafia del prefetto e misura di prevenzione del controllo giudiziario ricordando come la questione sia stata già affrontata in modo costante nella giurisprudenza di legittimità nel senso di escludere ogni automatismo, ma di ritenere che il tribunale della prevenzione possa accogliere l’istanza del titolare dell’impresa solo se reputi sussistenti i presupposti previsti per l’applicazione della misura del controllo giudiziario, ovvero l’occasionalità dell’agevolazione mafiosa.
IL GIUDIZIO SUL RENDICONTO DELLA GESTIONE NON SI PUO’ ESTENDERE ALLA SCELTA DI PROSEGUIRE O MENO L’ATTIVITA’ DELL’AZIENDA IN SEQUESTRO

Advisora è una comunità di professionisti che coopera attraverso lo scambio di esperienze, professionalità ed informazioni nell’ambito dell’amministrazione giudiziaria di beni ed aziende sequestrati e confiscati.La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39683 depositata il 29 ottobre 2024, ha ribadito che, …
CANCELLAZIONE DELLA S.R.L. DAL REGISTRO DELLE IMPRESE E RESPONSABILITA’ PERSONALE DEGLI EX SOCI.

La Quinta Sezione della Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 23341, ha espresso il seguente principio di diritto: “l’estinzione della società di capitali conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese integra un fenomeno successorio connotato da caratteristiche sui generis, connesse al regime di responsabilità dei soci per i debiti sociali nelle differenti tipologie di società (Cass., Sez. U, 12.03.2013, n. 6070), con la conseguenza che i soci sono chiamati a rispondere anche per il pagamento delle sanzioni tributarie nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione, venendo, altrimenti, vanificata la ratio sottesa all’art. 7 d.l. 30.09.2003, n. 769, convertito con modificazione dalla legge 24.11.2003, n. 326, funzionale a evitare che gli effetti della sanzione ricadano su un soggetto diverso da quello che si avvantaggia, in concreto, della violazione della norma tributaria”.