Indebita percezione di riduzioni dei contributi previdenziali: si pronunciano le Sezioni Unite

Indebita percezione di riduzioni dei contributi previdenziali: si pronunciano le Sezioni Unite

Le Sezioni Unite Penali della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11969 pubblicata il 26.03.2025, hanno affrontato le seguenti questioni: a) “se nell’ambito applicativo del reato di cui all’art. 316-ter c.p., rientri l’indebito conseguimento della riduzione dei contributi previdenziali dovuti ai lavoratori in mobilità assunti dall’impresa, per effetto della mancata comunicazione, da parte di quest’ultima, dell’esistenza di una condizione ostativa prevista dalla legge (art. 8, l. 23 luglio 1991, n. 223 e successive modifiche)”; b) “se, in caso di reiterate percezioni periodiche di contributi erogati dallo Stato, il reato di cui all’art. 316-ter c.p. debba considerarsi unitario, con la conseguenza che la relativa consumazione cessa con la percezione dell’ultimo contributo, ovvero se, in tali casi, sussistano plurimi reati corrispondenti a ciascuna percezione”.

Bancarotta fraudolenta patrimoniale: rilevanza delle operazioni tra società infragruppo

Bancarotta fraudolenta patrimoniale: rilevanza delle operazioni tra società infragruppo

La Prima Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7530 depositata il 25 febbraio 2025, intervenendo in tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale, ha affermato che è configurabile un “gruppo di imprese” – rilevante ai fini dell’ipotizzabilità di eventuali “vantaggi compensativi” – anche tra enti che abbiano differente natura giuridica (società ed associazioni senza fini di lucro), purché tra loro si instauri un rapporto di direzione nonché di coordinamento e controllo delle rispettive attività facente capo al soggetto giuridico controllante (v. anche Cass. pen., Sez. V, 6 marzo 2018, n. 31997).

Prevenzione antimafia e contraddittorio

Prevenzione antimafia e contraddittorio

La Terza Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 1709 depositata il 27.02.2025, respingendo l’appello proposto, ha affermato che il tema del contraddittorio in relazione alla materia della prevenzione antimafia è stato recentemente rivisto dalla giurisprudenza amministrativa alla luce della recente modifica dell’art. 92-bis d.lgs. n. 159/2011 ad opera dall’art. 48, comma 1, lett. a), d.l. 6 novembre 2021, n. 152, secondo cui il Prefetto, qualora ritenga sussistenti i presupposti per l’adozione dell’informazione antimafia ovvero qualora debba procedere all’applicazione delle misure di prevenzione collaborativa, ha l’obbligo di darne comunicazione all’interessato, salvo che ricorrano “particolari esigenze di celerità del procedimento”.

Presupposti per il legittimo esercizio del potere interdittivo

Presupposti per il legittimo esercizio del potere interdittivo

La Terza Sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1610 depositata il 25 febbraio 2025, ha accolto in parte l’appello proposto avverso la sentenza del TAR per la Liguria che aveva respinto la richiesta di annullamento del provvedimento interdittivo emesso dal Prefetto della Provincia di Genova, affrontando la questione …

Controllo giudiziario volontario e recupero dell’impresa

Controllo giudiziario volontario e recupero dell’impresa

La Quinta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7090 pubblicata il 20 febbraio 2025, ha affermato i seguenti principi di diritto: “in tema di misure di prevenzione, quando sia formulata richiesta di controllo giudiziario ai sensi dell’art. 34 bis, comma 6, del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, il giudice non può limitarsi a prendere atto dell’informazione antimafia interdittiva e della pendenza del giudizio amministrativo avverso la stessa …

L’assenza di adeguati assetti organizzativi, contabili e amministrativi è più grave quando la società non si trova in crisi

L’assenza di adeguati assetti organizzativi, contabili e amministrativi è più grave quando la società non si trova in crisi

La questione sottoposta al vaglio del Tribunale di Catanzaro – Sezione specializzata in materia di impresa riguarda un ricorso ex art. 2409 c.c., depositato da (…) in qualità di socio con una quota pari al 20% del capitale sociale della società (…) s.r.l., con il quale veniva denunciato il compimento da parte dell’amministratore di gravi irregolarità nella gestione idonee ad arrecare danno alla società e veniva chiesto al Tribunale di Catanzaro …

Validità temporanea della documentazione antimafia

Validità temporanea della documentazione antimafia

La Prima Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5514 dell’11 dicembre 2024 pubblicata l’11 febbraio 2025, ha affermato che l’art. 84 d.lgs. n. 159/2011 non disciplina il provvedimento amministrativo del Prefetto né lo tipizza, ma contiene solo la definizione della documentazione antimafia.

Incostituzionale, perché sproporzionata, la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere reati societari (art. 2641 c.c.)

Incostituzionale, perché sproporzionata, la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere reati societari (art. 2641 c.c.)

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 7 depositata il 4 febbraio 2025, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2641, comma 2, c.c. nella parte in cui prevede la confisca obbligatoria di una somma di denaro o beni di valore equivalente a quelli utilizzati per commettere il reato e, in via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 l. 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità costituzionale dell’art. 2641, comma 1, c.c., limitatamente alle parole “e dei beni utilizzati per commetterlo”.

Indeterminatezza del capo d’imputazione e responsabilità ex d.lgs. n. 231/01

Indeterminatezza del capo d’imputazione e responsabilità ex d.lgs. n. 231/01

Con l’ordinanza depositata il 16 ottobre 2024, il Tribunale di Biella ha accolto l’eccezione di nullità sollevata dalla difesa e ha dichiarato la nullità del decreto di citazione a giudizio in un procedimento per reati connessi alla responsabilità amministrativa degli enti ex d.lgs. n. 231/01, evidenziando profili fondamentali in relazione all’indeterminatezza del capo d’imputazione ed alla prova della colpa di organizzazione.